La rassegna Antiqua Vercelli si configura come un laboratorio sulle prassi esecutive e sulle strutture formali che hanno definito l’identità musicale europea tra il Rinascimento e il tardo Settecento.
Attraverso l’impiego di strumenti storici e una costante cura filologica, il cartellone analizza l’evoluzione del linguaggio strumentale e vocale, affidando il racconto a ensemble che operano come moderni artigiani del suono antico.
Il percorso non si limita alla riproposizione del repertorio, ma ne ricerca il senso profondo attraverso il dialogo tra epoche diverse.
La genesi delle forme concertanti trova spazio nel lavoro dell’Accademia del Ricercare su Giuseppe Torelli, figura cardine per la nascita del concerto solista, dove la tromba emerge come voce protagonista in un gioco di contrasti architettonici con gli archi. Questa attenzione per l’equilibrio sonoro prosegue con l’omaggio a Tomaso Albinoni, maestro della scuola veneziana, i cui concerti per oboe rappresentano la perfetta sintesi tra rigore formale e quel lirismo lagunare capace di influenzare lo stesso Bach. L’ampio respiro del barocco europeo è testimoniato anche dall’imponenza di Telemann e dalla sua ouverture “Hamburger Ebb’ und Flut”, dove la varietà timbrica dell’orchestra diventa una metafora musicale del movimento delle maree.
La dimensione vocale e teatrale trova espressione nel programma dedicato al periodo italiano di Händel curato da Orfeo Futuro, dove le arie d’opera e le cantate morali diventano un ecosistema di affetti universali e vibranti. Un esperimento unico di polifonia drammatica è offerto dall’Ensemble Odhecaton con “Le veglie di Siena” di Orazio Vecchi: qui il madrigale rinascimentale si trasforma in teatro della mente, in maschera e satira sociale attraverso l’uso della voce recitante. Infine, con l’Arianna Art Ensemble, la rassegna tocca le radici popolari del Mediterraneo, unendo la chitarra barocca e il canto in un viaggio tra villanelle e tarantelle che abita il confine sottile tra sacro e profano.