Lo spettacolo conduce lo spettatore nella Palermo tra Cinque e Seicento, durante la dominazione spagnola, attraverso un intreccio tra parola recitata e canto. La narrazione segue la vicenda di una donna che, precipitata nella rovina economica, trova nel canto e nell’incontro con un musicista la forza per riscattare la propria dignità. Il programma musicale, frutto di una rigorosa ricerca storica curata da Paolo Rigano, esplora le sonorità siciliane e spagnole del tempo, mescolando colte arie barocche e danze popolari antiche.
Il valore della proposta risiede nell’uso di strumenti originali — chitarra barocca, colascione, tiorba e clavicembalo — e nel recupero di manoscritti rari, come le annotazioni siciliane di Giacomo Meyerbeer del 1816. Le musiche di autori quali Santiago De Murcia, Gaspar Sanz e Alessandro Scarlatti restituiscono l’atmosfera luminosa e contrastata di una capitale mediterranea in piena trasformazione.