Le prime due fasi della competizione delineano un percorso che muove dalle fondamenta del classicismo per giungere alle complessità del Novecento, mettendo in luce l’eccellenza di giovani interpreti chiamati a misurarsi con i monumenti della letteratura tastieristica.
La Prima Prova focalizza l’attenzione sull’universo beethoveniano. La scelta obbligata di una Sonata, tra diciotto titoli emblematici, permette di saggiare la maturità architettonica e la tenuta stilistica del solista. Dai primi numeri dell’Opera 2, ancora debitori della lezione haydniana ma già vibranti di un’energia nuova, si giunge alle vette metafisiche delle ultime tre Sonate (Op. 109, 110 e 111), dove la forma si dissolve in una ricerca sonora quasi astratta. Un’opera a libera scelta completa il profilo del candidato, offrendo un primo saggio della sua personalità artistica.
Nella Seconda Prova, la durata del programma si estende fino a quarantacinque minuti, richiedendo una duttilità interpretativa ancora maggiore. Il cuore di questa fase risiede nel dialogo tra il grande Romanticismo europeo di Chopin, Schumann, Liszt o Brahms, maestri del fraseggio e della densità poetica, e le sfide del “secolo breve”. Dai colori di Debussy e Ravel alla forza di Prokofiev e Bartók, sino alle geometrie di Berio o Messiaen, il Viotti premia musicisti capaci di abitare con autorevolezza linguaggi tra loro distanti.