La Stagione della Società del Quartetto di Vercelli nasce come un luogo d’incontro tra i grandi classici e le nuove strade della musica d’oggi.
In un cartellone che unisce la maestria della tradizione sinfonica alla curiosità delle sonorità contemporanee, il filo conduttore resta l’eccellenza degli interpreti, chiamati a far dialogare passato e presente.
In questo percorso, il pubblico è invitato a scoprire come la musica sia una materia in continua evoluzione, capace di emozionare attraverso la perfezione di una sinfonia o l’originalità di una sperimentazione sonora.
L’apertura affidata all’Orchestra del Conservatorio “Guido Cantelli” mette subito in luce questa vitalità, accostando la spinta innovativa della Prima Sinfonia di Beethoven al fascino misterioso dell’Incompiuta di Schubert. Il dialogo tra gli strumenti prosegue con l’eccellenza di Lucie Horsch e Thomas Dunford: il flauto dolce e il liuto, strumenti dalla storia antica, ritrovano una freschezza sorprendente in un programma che viaggia tra il rigore di Bach, il barocco di Vivaldi e le suggestioni contemporanee di Isang Yun.
La Stagione si spinge poi oltre i confini classici per esplorare territori diversi. La chitarra elettrica di Sergio Sorrentino diventa lo strumento per una meditazione sonora che accosta i temi minimalisti di Philip Glass alle celebri melodie di Einaudi e Brian Eno. Allo stesso modo, il trio guidato dalla tromba e dalla voce di Jéssica Pina porta a Vercelli un jazz raffinato, capace di mescolare le radici portoghesi a una moderna sensibilità pop. La narrazione musicale si fa ancora più intensa durante i giorni del Concorso Viotti, con il pianismo di Dominic Chamot, la conferenza-concerto di Riccardo Mussato su Britten e l’esperienza immersiva del “Fantasma dell’Opera” sonorizzato dal vivo.
Il gran finale della stagione tocca le corde del cinema e dell’emozione pura, dalle atmosfere gotiche di Danny Elfman fino al rito silenzioso e notturno di Carlotta Sillano nella suggestiva cornice di San Pietro Martire.